Icona Terminale OS X

Cartella Libreria: renderla visibile

Se siete nostalgici e volete rivedere la cartella Libreria come ai vecchi tempi o semplicemente ne fate spesso uso e volete renderne l’accesso più semplice basta un semplice comando via terminale.

Aprite l’applicazione Terminale e digitate il seguente comando seguito da invio:

chflags nohidden ~/Library/

Tenete presente che per digitare la tilde (~) occorre tenere premuto il tasto alt e poi premere in contemporanea il tasto 5.

Così facendo non avrete fatto altro che dire al sistema che la cartella Libreria della vostra home è visibile. Chiudete il terminale e avete terminato l’operazione.

Se per caso cambiate idea e desiderate ripristinare la condizione originaria ripetete l’operazione ma in questo caso il comando da impartire è:

chflags hidden ~/Library/

Ovviamente questo trucchetto è valido per nascondere o visualizzare anche le vostre cartelle (o file)… l’importante è sapere come muoversi tramite terminale (o shell) tra le directory fino a raggiungere la desiderata e impartire i comandi di cui sopra.

Un’esempio?

chflags hidden ~/Desktop/Cartella\ Segreta

Renderà nascosta al finder la cartella “Cartella Segreta” che si trova sulla scrivania.

TextEdit non è poi così scarso…

TextEdit è un editor di testo presente con OS X fin dalle origini, ma proprio fin dalle origini (vedi NeXT), ed è sempre passato in sordina. Se si provava a scrivere del testo si scopriva che questo andava a capo solo quando raggiungevo il limite della finestra (e non del foglio “virtuale”) e se le dimensioni della finestra cambiavano, la disposizione del testo si adattava, lasciando sbigottito l’utente alle prime armi o poco smaliziato. Già questa caratteristica portava a sostituire immediatamente e senza sentimento TextEdit con Word o Pages, diciamolo, anche a ragione.

Ma a volte può essere necessario svolgere delle operazioni di trova e sostituisci “particolari” come per esempio trovare gli “a capo”, i tab o un interruzione di pagina  e può capitare che la grandiosità di Word o la colpevole semplicità di Pages possono portare a finali inaspettati e non voluti o addirittura a mancati risultati.

Tornare all’ovile e usare TextEdit rivelerà piacevoli sorprese.

Per esempio se avete bisogno di trovare tutti i caratteri di tabulazione e sostituirli con le interruzioni di riga, con TextEdit, riuscirete a completare la missione anche se la procedura non proprio istintiva.

Con il vostro documento, eseguite un Trova e Sostituisci selezionando dal menù Modifica, Cerca e poi Trova e Sostuisci (o più semplicemente tenete premuti i tasti ALT-COMMAND seguito dal tasto F)

TexxtEdit - Trova e sostituisci

E nella parte alta della finestra di TextEdit contenente il testo apparirà la maschera per poter effettuare tale operazione.

TextEdit maschera trova e sostituisci

Adesso fate clic sulla lente e, dal menù che compare, selezionate Inserisci modello.

TextEdit - inserisci modello

Si presenterà un pannello che metterà a disposizione i vari “caratteri invisibili” che potranno essere cercati e sostituiti.

TextEdit - Caratteri invisibili

Selezionata la voce che desiderate e questa andrà nel campo Trova o Sostituisci. Gli elementi di ricerca, come potrete immaginare si possono combinare dando frutto a potenti ricerche.

Un baco che ho riscontrato, nel mio personale caso, si è svelato proprio dovendo cercare nel testo tutte le interruzioni di paragrafo e sostituirle poi con le interruzioni di riga. Seguendo la procedura prevista e appena spiegata questa non eseguiva le sostituzioni correttamente.

Ho risolto però senza utilizzare il pannello Inserisci modello ma digitando, per l’interruzione di paragrafo, la combinazione di tasti ALT+Invio e per l’interruzione di riga la combinazione CTRL+Invio. In questo caso ha funzionato la ricerca e la sua relativa sostituzione.

Fai da te: da MiniSIM a MicroSIM o NanoSIM

Avete acquistato uno Smartphone di ultima generazione e la vostra SIM… non entra? E magari è anche Domenica e non trovate un centro Wind, Tim o quello che volete, che sia aperto e autorizzato a consegnare SIM sostitutive? Aspettare Lunedì  e le successive canoniche 24 ore per l’attivazione vi mettono addosso uno stato di frustrazione?

Nel mio caso è bastata una ricerca in rete per trovare un pdf di Christian von der Ropp che ha risolto il mio problema e probabilmente anche il vostro. Basta un minimo di manualità, un bel paio di forbici, un righello, un pennarello fine e il gioco è fatto.

Veramente non c’è bisogno di spiegazioni, guardando il pdf stampato si capisce subito come agire per cui buona conversione home made e… grazie a Christian von der Ropp!

Abilitare l’utente root su OS X 10.10 Yosemite

Ogni versione di sistema OS X ha il suo metodo per abilitare l’utente di root. In Yosemite ho scoperto che si fa semplicemente via terminale. Aprite una shell e digitate il comando:

dsenableroot

Vi verrà richiesta la password del vostro utente e di seguito di impostare la password di root inserendola due volte per evitare errori… A questo punto l’utente root è tutto vostro.

Nel caso vogliate disabilitare l’utente di root sempre da shell digitate:

dsenableroot -d

OS X 10.10 Yosemite e Apple Mail che esplode!

Mail versione 8

Aggiornanto a OS X 10.10 Yosemite, usando regolarmente Mail versione 6 (1990.1) questo ad un tratto si è chiuso inaspettatamente. E non c’è stato verso di farlo riaprire se non disattivando tutti i miei account di posta in Preferenza di Sistema -> Account Internet e, attivandone uno alla volta, riavviando Mail.

Preferenze di Sistema - Account internet

Facendo così ho scoperto che il problema stava in uno di questi account IMAP che una volta attivato faceva chiudere l’applicazione.

Dopo svariate ricerche e grazie alla collaborazione di Antonio De Maglio dell’ISTI – CNR di Pisa ho scoperto che il problema sorge se:

  1. il Mac non è connesso ad internet;
  2. su mail si effettua una qualunque operazione sull’account di posta incriminato che richieda poi un aggiornamento sul lato server (per esempio cancellare, leggere, contrassegnare una mail);
  3. Si connette nuovamente il Mac ad internet.

Mail scrive tutte le operazioni che vengono eseguite quando il Mac è offline in un documento chiamato

operations

nella directory

/Users/michele/Library/Mail/V2/IMAP-m.gravina@pop.pi.ipcf.cnr.it/.OfflineCache

in modo tale che, se avete per esempio cancellato una mail, quando il Mac si riconnette ad internet e Mail se ne accorge questo legge questo file ed esegue le operazioni archiviate direttamente sul server IMAP così da allinearlo alla situazione locale.

Non so il motivo ma può capitare che con un account, nel mio caso quello IPCF, questo file venga scritto in modo errato o corrotto per cui quando Mail si accorge di essere in rete e trova nel percorso sopra indicato il file operations lo apre e trovandolo danneggiato si chiude inaspettatamente.

L’unica soluzione a questo è quello di cancellare il file operations e riaprire Mail e ricordarsi che se Mail si richiuderà inaspettatamente è perché non pensandoci avete effettuato modifiche a quell’account IMAP quando eravate offline.

Se continuate a leggere ed eventualmente ad implementare questa guida accettate il fatto che il sottoscritto non si assume alcuna responsabilità sulla corretta riuscita della guida o di eventuali danni arrecati al vostro computer.

Purtroppo la cancellazione di questo file non è semplice dato che il percorso è personalizzato non solo in base al proprio nome utente ma anche al nome della casella di posta che crea il problema. In ogni caso se si volete tentare l’operazione e non siete troppo smaliziati aprite l’applicazione Terminale (dentro la cartella Applicazioni, Utility) e digitate il seguente comando seguito da invio:

cd /Users/

In questo modo vi spostate semplicemente dentro la cartella utenti la quale conterrà la vostra home. Per sapere come si chiama la vostra home digitate il comando seguito da invio:

ls

il risultato sarà composto da almeno tre risultati ma nel caso sul Mac ci siano più utenti il numero ovviamente aumenta.

Guest Shared vostronomeutente

Identificate il vostro nome utente e digitate il comando:

cd vostronomeutente/Library/Mail/V2

In questo modo siente entrati nella vostra home e addentrati nella libreria dove il sistema e le applicazioni memorizzano i loro file.

Adesso occorre digitare il comando:

ls

e il risultato sarà l’elenco dei vostri account di posta elettronica. Non dovrebbe essere difficile capire dentro quale account dovremmo entrare dato che le cartelle che si trovano sono tutte del tipo:

IMAP-nome@indirizzodiposta@nomeserverimap

Trovata la riga che fa per noi selezionatela e copiatela e digitate il comando ovviamente personalizzandolo alla vostra situazione:

cd (incollate il testo che avete copiato)/.OfflineCache

Il risultato dovrebbe essere simile a quanto segue:

cd IMAP-nome@indirizzodiposta@nomeserverimap/.OfflineCache

Adesso siamo pronti a cancellare il file incriminato con il comando:

rm *.*

Questo comando in realtà cancella oltre al file operations anche gli altri che può trovare all’interno della cartella e che comunque va bene eliminare.

A questo punto chiudete la sessione con il comando

exit

e chiudete l’applicazione Terminale.

Adesso avviate Mail e… riprendete a lavorare con la vostra posta elettronica.

Require mailbox name to create IMAPMailbox for (null)

Installare l’Infiniband su Ubuntu 12.04

Su una delle 12 macchine che compongono il cluster, ognuna con Ubuntu 12.04 e connesse tra di loro, oltre alla classica ethernet, via infiniband è stato necessario sostituire i due dischi in raid e ripristinare la configurazione originaria.

Arrivati alla gestione dell’Infiniband ho risolto con un paio di ricerche su Google e qui riassumo per memoria futura i vari passi da compiere:

Si installano i seguenti componenti tramite il classico apt-get install:

apt-get install infiniband-diags ibutils ibverbs-utils qlvnictools srptools sdpnetstat rds-tools rdmacm-utils perftest libmthca1 libmlx4-1 libipathverbs1

La procedura dovrebbe terminare senza alcun problema.

Adesso occorre far caricare all’avvio macchina i nuovi moduli del kernel necessari a gestire l’infiniband. Questo lo si fa modificando il file presente in /etc/modules ed aggiungendo le seguenti righe:

# moduli per gestire infiniband
ib_ipoib
ib_umad
rdma_cm
rdma_ucm

Riavviando la macchina se si esegue il comando

ifconfig -a

Troveremo tra le consuete  eth0, eth1 e lo anche la ib0 che ovviamente andrà configurata in base alla vostra rete infiniband modificando il file /etc/network/interfaces. Nel mio caso:

# Infiniband IPoIB interface
auto ib0
iface ib0 inet static
 address 192.168.0.2
 netmask 255.255.255.0
 network 192.168.0.0

Parte delle informazioni utili le ho trovate qui:

http://techs.enovance.com/6285/a-quick-tour-of-infiniband

Icona Anteprima

Firmare i PDF con Mac

Se avete scritto una lettera che dovete inviare in formato PDF e desiderate apporre la vostra firma in calce come potreste fare?

Niente di più facile se avete un Mac e non è necessario acquistare o scaricare software aggiuntivo: ci pensa Anteprima (che trovate nella vostra cartella Applicazioni  su Macintosh HD)

L'icona Anteprima per Os X

L’icona Anteprima per Os X

Aprite il vostro documento PDF con Anteprima. Accanto alla casella di ricerca, sulla destra delle finestra, fate clic sull’icona di modifica:

Anteprima - pulsante modifica

Anteprima – pulsante modifica

Facendo così comparirà una barra di pulsanti che consentono di aggiungere al PDF frecce, caselle di testo, fumetti, ovali… e firme. Il pulsante che interessa a noi è questo:

Anteprima - pulsante firma

Anteprima – pulsante firma

Se non avete mai creato firme Anteprima vi chiederà di registrarne una. Se così non fosse potrete comunque aggiungerne altre facendo clic sul triangolino nero accanto al pulsante firma.

Il procedimento per  far acquisire una firma è veramente semplice e completamente guidato. Si tratta di fare la propria firma su un foglio bianco e inquadrarla tramite la fotocamera del vostro Mac. Quando la firma sarà allineata alla riga blu presentata a video e la riterrete di vostro gradimento l’acquisirete tramite il pulsante Accetta.

Anteprima - procedura per inserire una nuova firma tramite telecamera

Anteprima – procedura per inserire una nuova firma tramite telecamera

A questo punto la vostra firma è acquisita e da questo punto in poi siglare PDF diventa davvero semplice.

Con il pulsante firma selezionato fate clic nel punto in cui vorrete apporre il vostro autografo e tenendo premuto il pulsante spostatevi tracciando così l’area nella quale vorrete apporre la firma. Durante questa operazione vedrete automaticamente la vostra firma che si ingrandisce man mano che aumenterete l’area di selezione. Quando le dimensioni saranno giuste lasciate il pulsante del mouse: il gioco è fatto.

Ovviamente potrete spostare e ridimensionare la firma appena apposta e quando il tutto sarà di vostro gusto salvate il documento e consegnate.

 

Salvare graficamente una pagina web

A volte può essere utile immortalare una pagina web per poi inserirla all’interno del proprio blog o semplicemente per archiviarla.

La prima mossa che viene in mente è quella di scattare una foto della finestra del browser tramite i tasti CTRL-COMMAND-4 seguiti dalla barra spazio ma questa soluzione è valida solamente per quelle pagine web che riescono a stare per la loro interezza nella finestra del browser… ovvero quasi nessuna!

Pagina web "troncata"

Ecco una pagina web “fotografata” con la combinazione di tasti ctrl-alt-4 seguito dalla barra spazio e un clic. Come si vede il resto del testo contenuto nella pagina viene perso…

In nostro aiuto viene un’applicazione gratuita e semplicissima da usare: Paparazzi!

Paparazzi! icon

Avviata l’applicazione questa richiede l’indirizzo web della pagina da salvare e…nella maggior parte dei casi può bastare questo. Parazzi! carica la pagina, la mostra, dopo di che a noi la scelta se condividerla o salvarla sul nostro disco. Una semplicità disarmante! La stessa pagina web recuperata da Paparazzi! da questo risultato (preparatevi ad una scroll-maratona):

Ecco la stessa pagina web ma "catturata" da Paparazzi! in tutta la sua lunghezza

Ecco la stessa pagina web ma “catturata” da Paparazzi! in tutta la sua lunghezza…

Paparazzi! permette poi opzioni interessanti come dimensioni minime e massime oltre le quali la schermata grafica non deve andare e un ritardo temporale prima di scattare la foto utile per siti che “si evolvono” dopo qualche secondo…

Potete scaricare Paparazzi! direttamente dal sito dello sviluppatore.

Nascondere il PC in rete

Può essere utili, se si utilizza una macchina Windows, di non essere visibili agli altri nelle risorse di rete. Per poter nascondere il proprio PC basta un semplice comando da digitare nella finestra “terminale” di Windows.

Se non lo sapete fate clic su start e nella casella di Cerca programmi e file digitate cmd.

Tra i risultati mostrati nella parte alta nella sezione Programmi comparirà l’icona del “terminale” chiamata cmd. Fate clic con il pulsante destro e, dal menù che compare, selezionate la voce Esegui come amministratore. Windows chiederà conferma dell’operazione e si aprirà la finestra nella quale andremo ad operare.

Il comando:

net config server

vi restituisce una serie di informazioni legate al vostro PC in funzionalità di server. Ignoriamo tutto tranne la riga che dice:

Server nascosto: no

Questa voce indica che appunto il nostro PC come server è visibile in rete. Occorre cambiare questa impostazione da no a sì digitando (tutto minuscolo):

net config server /hidden:yes

Vericate adesso il cambio di stato dell’impostazione digitando il comando net config server e se la voce:

Server nascosto: Sì

l’operazione è andata a buon fine e possiamo stare tranquilli. Se così non dovesse essere avrete sicuramente digitato male il comando.

 

 

 

 

Il voip anche su iPhone

Mi è stato chiesto se era possibile chiamare numeri fissi internazionali, in particolare francesi, a costo zero utilizzando l’iPhone.

Ho già trattato in questo post la possibilità di chiamare dal proprio computer numeri fissi italiani ma anche europei, statunitensi e canadesi a costo zero e altri a prezzi convenienti.

Adesso tocca all’iPhone: dopo una breve ricerca ho trovato sull’App Store di Apple l’applicazione SipGo. Si scarica velocemente e la configurazione è qualcosa di sconcertante: facilissima.

Avviata la prima volta l’applicazione, vi viene richiesto di inserire le vostre credenziali per utilizzare il VOIP e di identificare il fornitore del servizio: nel mio caso, come da immagine che segue, ho selezionato Voipstunt (Ricordo solo che quando ci registriamo ad uno dei tanti fornitori Voip questo ci assegna o ci fa creare la classica login e password per poter usufruire del servizio: queste sono le credenziali richiesta da SipGo).

SipGo: schermata di login

L’elenco dei fornitori è davvero ampissimo e penso che ognuno di voi troverà il proprio.

Fatto questo non serva altro. Selezionate o componente il numero fisso e avviate la chiamata.

Ho provato ad effettuare due chiamate, una locale e l’altra in Francia, sotto copertura del wi-fi casalingo w, nonostante la banda non proprio eccellente, le chiamate sono risultate fluide, senza vuoti e ritardi particolari.

Insomma vale la pena installare SipGo e risparmiare che in questi periodi fa sempre comodo.

L’applicazione è disponibile anche su iPad e per Android su GooglePlay.