Il 18 Novembre 2014 la Curia Generalizia di Roma è stata allacciata alla fibra ottica di Telecom. Il test effettuato con speedtest.net ha dato il seguente risultato:
Connettività: Fibra 10Mb/10Mb Download: 6.29 Mb/s Upload: 2.76 Mb/s Ping: 28 ms

Il 18 Novembre 2014 la Curia Generalizia di Roma è stata allacciata alla fibra ottica di Telecom. Il test effettuato con speedtest.net ha dato il seguente risultato:
Connettività: Fibra 10Mb/10Mb Download: 6.29 Mb/s Upload: 2.76 Mb/s Ping: 28 ms
Aggiornanto a OS X 10.10 Yosemite, usando regolarmente Mail versione 6 (1990.1) questo ad un tratto si è chiuso inaspettatamente. E non c’è stato verso di farlo riaprire se non disattivando tutti i miei account di posta in Preferenza di Sistema -> Account Internet e, attivandone uno alla volta, riavviando Mail.
Facendo così ho scoperto che il problema stava in uno di questi account IMAP che una volta attivato faceva chiudere l’applicazione.
Dopo svariate ricerche e grazie alla collaborazione di Antonio De Maglio dell’ISTI – CNR di Pisa ho scoperto che il problema sorge se:
Mail scrive tutte le operazioni che vengono eseguite quando il Mac è offline in un documento chiamato
operations
nella directory
/Users/michele/Library/Mail/V2/IMAP-m.gravina@pop.pi.ipcf.cnr.it/.OfflineCache
in modo tale che, se avete per esempio cancellato una mail, quando il Mac si riconnette ad internet e Mail se ne accorge questo legge questo file ed esegue le operazioni archiviate direttamente sul server IMAP così da allinearlo alla situazione locale.
Non so il motivo ma può capitare che con un account, nel mio caso quello IPCF, questo file venga scritto in modo errato o corrotto per cui quando Mail si accorge di essere in rete e trova nel percorso sopra indicato il file operations lo apre e trovandolo danneggiato si chiude inaspettatamente.
L’unica soluzione a questo è quello di cancellare il file operations e riaprire Mail e ricordarsi che se Mail si richiuderà inaspettatamente è perché non pensandoci avete effettuato modifiche a quell’account IMAP quando eravate offline.
Se continuate a leggere ed eventualmente ad implementare questa guida accettate il fatto che il sottoscritto non si assume alcuna responsabilità sulla corretta riuscita della guida o di eventuali danni arrecati al vostro computer.
Purtroppo la cancellazione di questo file non è semplice dato che il percorso è personalizzato non solo in base al proprio nome utente ma anche al nome della casella di posta che crea il problema. In ogni caso se si volete tentare l’operazione e non siete troppo smaliziati aprite l’applicazione Terminale (dentro la cartella Applicazioni, Utility) e digitate il seguente comando seguito da invio:
cd /Users/
In questo modo vi spostate semplicemente dentro la cartella utenti la quale conterrà la vostra home. Per sapere come si chiama la vostra home digitate il comando seguito da invio:
ls
il risultato sarà composto da almeno tre risultati ma nel caso sul Mac ci siano più utenti il numero ovviamente aumenta.
Guest Shared vostronomeutente
Identificate il vostro nome utente e digitate il comando:
cd vostronomeutente/Library/Mail/V2
In questo modo siente entrati nella vostra home e addentrati nella libreria dove il sistema e le applicazioni memorizzano i loro file.
Adesso occorre digitare il comando:
ls
e il risultato sarà l’elenco dei vostri account di posta elettronica. Non dovrebbe essere difficile capire dentro quale account dovremmo entrare dato che le cartelle che si trovano sono tutte del tipo:
IMAP-nome@indirizzodiposta@nomeserverimap
Trovata la riga che fa per noi selezionatela e copiatela e digitate il comando ovviamente personalizzandolo alla vostra situazione:
cd (incollate il testo che avete copiato)/.OfflineCache
Il risultato dovrebbe essere simile a quanto segue:
cd IMAP-nome@indirizzodiposta@nomeserverimap/.OfflineCache
Adesso siamo pronti a cancellare il file incriminato con il comando:
rm *.*
Questo comando in realtà cancella oltre al file operations anche gli altri che può trovare all’interno della cartella e che comunque va bene eliminare.
A questo punto chiudete la sessione con il comando
exit
e chiudete l’applicazione Terminale.
Adesso avviate Mail e… riprendete a lavorare con la vostra posta elettronica.
Require mailbox name to create IMAPMailbox for (null)
Su una delle 12 macchine che compongono il cluster, ognuna con Ubuntu 12.04 e connesse tra di loro, oltre alla classica ethernet, via infiniband è stato necessario sostituire i due dischi in raid e ripristinare la configurazione originaria.
Arrivati alla gestione dell’Infiniband ho risolto con un paio di ricerche su Google e qui riassumo per memoria futura i vari passi da compiere:
Si installano i seguenti componenti tramite il classico apt-get install:
apt-get install infiniband-diags ibutils ibverbs-utils qlvnictools srptools sdpnetstat rds-tools rdmacm-utils perftest libmthca1 libmlx4-1 libipathverbs1
La procedura dovrebbe terminare senza alcun problema.
Adesso occorre far caricare all’avvio macchina i nuovi moduli del kernel necessari a gestire l’infiniband. Questo lo si fa modificando il file presente in /etc/modules ed aggiungendo le seguenti righe:
# moduli per gestire infiniband ib_ipoib ib_umad rdma_cm rdma_ucm
Riavviando la macchina se si esegue il comando
ifconfig -a
Troveremo tra le consuete eth0, eth1 e lo anche la ib0 che ovviamente andrà configurata in base alla vostra rete infiniband modificando il file /etc/network/interfaces. Nel mio caso:
# Infiniband IPoIB interface auto ib0 iface ib0 inet static address 192.168.0.2 netmask 255.255.255.0 network 192.168.0.0
Parte delle informazioni utili le ho trovate qui:

Test effettuati con speedtest.net:
20 Aprile 2015 risultato:
Connettività: Vodafone 30Mb/3Mb FTTC “Fiber to the Cabinet” Download: 27.69 Mb/s Upload: 2.82 Mb/s Ping: 32 ms
27 Maggio 2014 risultato:
Connettività: SHDSL 2Mb/2Mb Download: 1.91 Mb/s Upload: 2.14 Mb/s Ping: 31 ms
10 Aprile 2014 risultato:
Connettività: SHDSL 2Mb/2Mb Download: 1.56 Mb/s Upload: 2.14 Mb/s Ping: 140 ms

Il 4 Aprile 2014 il convento Casa Kolbe è stato collegato alla rete Colt.net. Il test effettuato con speedtest.net ha dato il seguente risultato:
Connettività: SHDSL 2Mb/2Mb ULL Download: 1.91 Mb/s Upload: 1.81 Mb/s Ping: 11 ms
Il 4 Dicembre 2014 il convento Casa Kolbe ha richiesto un aggiornamento della linea internet sottoscrivendo una SHDSL 10mb. Il test effettuato con speedtest.net ha dato il seguente risultato:
Connettività: SHDSL 10Mb/10Mb ULL Download: 9.75 Mb/s Upload: 9.92 Mb/s Ping: 29 ms

È la seconda volta che mi capita un MacBook con il led della fotocamera acceso anche se non vi è alcuna applicazione che la utilizzi. Se dovesse capitare anche a voi non spaventatevi, nessuno vi sta spiando “a vostra insaputa” ma semplicemente c’è il System Management Controller (SMC) del vostro Mac che sta dando i numeri e chiede solo di essere resettato.
Per resettare il System Management Controller c’è una procedura semplice indicata da Apple che consiste in:

Con questa procedura, che funziona solo con Mac dotati di processore Intel, ho risolto i due casi che si sono presentati… se così non fosse e il malato è un portatile non disperate ancora: staccate il cavo d’alimentazione, spegnete il Mac e rimuovete, se possibile, la batteria. Attendete qualche secondo, ricollegate la batteria e riaccendete. L’anomalia non è sparita? Beh allora occorre rivolgersi ad un centro Apple o contattatemi…

Se avete scritto una lettera che dovete inviare in formato PDF e desiderate apporre la vostra firma in calce come potreste fare?
Niente di più facile se avete un Mac e non è necessario acquistare o scaricare software aggiuntivo: ci pensa Anteprima (che trovate nella vostra cartella Applicazioni su Macintosh HD)

Aprite il vostro documento PDF con Anteprima. Accanto alla casella di ricerca, sulla destra delle finestra, fate clic sull’icona di modifica:

Facendo così comparirà una barra di pulsanti che consentono di aggiungere al PDF frecce, caselle di testo, fumetti, ovali… e firme. Il pulsante che interessa a noi è questo:

Se non avete mai creato firme Anteprima vi chiederà di registrarne una. Se così non fosse potrete comunque aggiungerne altre facendo clic sul triangolino nero accanto al pulsante firma.
Il procedimento per far acquisire una firma è veramente semplice e completamente guidato. Si tratta di fare la propria firma su un foglio bianco e inquadrarla tramite la fotocamera del vostro Mac. Quando la firma sarà allineata alla riga blu presentata a video e la riterrete di vostro gradimento l’acquisirete tramite il pulsante Accetta.

A questo punto la vostra firma è acquisita e da questo punto in poi siglare PDF diventa davvero semplice.
Con il pulsante firma selezionato fate clic nel punto in cui vorrete apporre il vostro autografo e tenendo premuto il pulsante spostatevi tracciando così l’area nella quale vorrete apporre la firma. Durante questa operazione vedrete automaticamente la vostra firma che si ingrandisce man mano che aumenterete l’area di selezione. Quando le dimensioni saranno giuste lasciate il pulsante del mouse: il gioco è fatto.
Ovviamente potrete spostare e ridimensionare la firma appena apposta e quando il tutto sarà di vostro gusto salvate il documento e consegnate.
In tanti si chiedono come facciano certe persone a mettersi in fila davanti gli Apple Store la sera prima della presentazione-vendita di un nuovo prodotto Apple. Cosa spinge ragazzi a passare una notte all’addiaccio con brandine, sacchi a pelo o addirittura qualcuno “chiuso” dentro un sacchetto della spazzatura…
Questa mattina ho scoperto il video “documentario” di Casey Neistat intitolato The Dark Side of the iPhone 5S Lines e incentrato sull’attesa, fuori degli Apple Store di New York, per il nuovo iPhone 5S.
Il suo lavoro non riesce a dare una risposta ma è piacevole da vedere, ben fatto, fa sorridere e fa rimanere chi lo vede col dubbio… escluso quelli che amano Apple e che durante la visione si dicono fra se: “ma sì, forse lo farei anche io”…

A volte può essere utile immortalare una pagina web per poi inserirla all’interno del proprio blog o semplicemente per archiviarla.
La prima mossa che viene in mente è quella di scattare una foto della finestra del browser tramite i tasti CTRL-COMMAND-4 seguiti dalla barra spazio ma questa soluzione è valida solamente per quelle pagine web che riescono a stare per la loro interezza nella finestra del browser… ovvero quasi nessuna!

In nostro aiuto viene un’applicazione gratuita e semplicissima da usare: Paparazzi!
Avviata l’applicazione questa richiede l’indirizzo web della pagina da salvare e…nella maggior parte dei casi può bastare questo. Parazzi! carica la pagina, la mostra, dopo di che a noi la scelta se condividerla o salvarla sul nostro disco. Una semplicità disarmante! La stessa pagina web recuperata da Paparazzi! da questo risultato (preparatevi ad una scroll-maratona):

Paparazzi! permette poi opzioni interessanti come dimensioni minime e massime oltre le quali la schermata grafica non deve andare e un ritardo temporale prima di scattare la foto utile per siti che “si evolvono” dopo qualche secondo…
Potete scaricare Paparazzi! direttamente dal sito dello sviluppatore.
Può essere utili, se si utilizza una macchina Windows, di non essere visibili agli altri nelle risorse di rete. Per poter nascondere il proprio PC basta un semplice comando da digitare nella finestra “terminale” di Windows.
Se non lo sapete fate clic su start e nella casella di Cerca programmi e file digitate cmd.
Tra i risultati mostrati nella parte alta nella sezione Programmi comparirà l’icona del “terminale” chiamata cmd. Fate clic con il pulsante destro e, dal menù che compare, selezionate la voce Esegui come amministratore. Windows chiederà conferma dell’operazione e si aprirà la finestra nella quale andremo ad operare.
Il comando:
net config server
vi restituisce una serie di informazioni legate al vostro PC in funzionalità di server. Ignoriamo tutto tranne la riga che dice:
Server nascosto: no
Questa voce indica che appunto il nostro PC come server è visibile in rete. Occorre cambiare questa impostazione da no a sì digitando (tutto minuscolo):
net config server /hidden:yes
Vericate adesso il cambio di stato dell’impostazione digitando il comando net config server e se la voce:
Server nascosto: Sì
l’operazione è andata a buon fine e possiamo stare tranquilli. Se così non dovesse essere avrete sicuramente digitato male il comando.